Quando nell'agosto del 2003 il comando e la pianificazione di ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan, inizialmente limitato alla sola capitale Kabul, transitarono dall'ONU alla NATO e dopo che il mandato fu esteso, nell'Ottobre dello stesso anno, a tutto il Paese attraverso una espansione graduale delle forze militari articolato in 5 fasi, lo strumento del PRT (Provincia Reconstruction Team), gia' utilizzato con successo in Iraq e dalla coalizione a guida USA Enduring Freedom sempre in Afghanistan, si rivelo' punto di riferimento per tutti i Paesi coinvolti e modello irrinunciabile per garantire un agevole dispiegamento delle forze ISAF sull'intero territorio, in virtu' di caratteristiche vincenti quali:
marcata connotazione "light footprint" che evitava ai militari di essere percepiti solo come una forza di occupazione;
capacita' di massimizzare il potenziale operativo rispetto alle risorse disponibili proporzionalmente limitate;
flessibilita': capacita' di operare sia in attivita' post-conflitto di ricostruzione e sviluppo in quelle aree del Paese ad alto rischio di ostilita' sia in attivita' di peace-building (sviluppo, governance e sicurezza) in aree relativamente piu' sicure in coordinamento e cooperazione con tutti gli attori civili e militari impegnati nella ricostruzione;
Ad oggi sono 26 i PRT attivi a guida ISAF e sotto il comando diretto di 13 nazioni, distribuiti nelle 4 macro aree in cui e' stato militarmente suddiviso il territorio Afghano (Nord, Sud, Est ed Ovest) piu' KABUL capitale.

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